PROTEZIONE DALLA CORROSIONE

È bene precisare, onde evitare fuorvianti valutazioni, che nel sottosuolo il terreno naturale è privo di aria e, quindi, di ossigeno. Trattandosi di ambiente anaerobico, non vi è processo di ossidazione che provoca la ruggine sul metallo. Solo al contatto con la superficie terrestre, in presenza di aria o comunque fenomeni di bagna-asciuga repentini, ci può essere un’aggressività tale da dare origine alla corrosione del metallo ferroso.

Nella maggior parte dei casi i pali fondazionali scompaiono al di sotto della coltre vegetale e le teste vengono poi annegate dentro allo zoccolo di calcestruzzo che le collega alla parte in elevazione. Tutto rimane quindi in zona naturalmente protetta, giacente sotto il piano campagna.

In presenza di acque di falda superficiali che lambiscono il palo, il fenomeno corrosivo può verificarsi in relazione all’escursione del livello acquifero. Anche in questo caso, però, non trattandosi di escursioni giornaliere, ma stagionali, il fenomeno corrosivo rilevabile sul metallo è minimo e può considerarsi irrilevante se lo si paragona alla vita nominale dell’opera.

Diversa situazione si riscontra in presenza di acque chimicamente aggressive come quelle solfuree, che possono aggredire anche il cemento, oppure nel caso di correnti vaganti dovute a sorgenti elettriche localizzate, per le quali si può adottare a un’opportuna protezione catodica.

Geopalitalia, in ogni caso, preferisce preservare la vita dei propri pali fondazionali applicandovi un adeguato strato di rapid primer antiossidante e, se esposti a condizioni particolarmente aggressive, trattandoli con zincatura a caldo, come da normativa EN ISO 1461.

Esempi che possono testimoniare il grado di corrosione a cui può resistere l’acciaio dentro al terreno naturale o sott’acqua sono: gli ordigni bellici, i reperti archeologici, i relitti navali, etc.